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Dall'età moderna alla contemporanea

Sezione Storia della vetrata

Storia del vetro L’Ottocento vede in tutta Europa un’imponente risveglio della vetrata. Alimentati dalle dottrine romaniche e dal rinnovato interesse per l’arte medioevale, si moltiplicano gli studi sulla storia della vetrata, si tengono esperimenti tecnici per ritrovare i “segreti perduti” della coloritura dei vetri e della pittura a fuoco, si coprono di vetri dipinti le finestre sguarnite delle antiche Chiese; ci si getta con foga in colossali e spesso catastrofiche imprese di restauro procedendo alla pulitura, alla rimessa a piombo e anche – purtroppo – al completamento e all’integrazione dei grandi cicli medioevali. Gli anni tra il 1815 e il 1830 sono, in tal senso, significativi.

In Francia, dalla manifattura di Sévres, escono piccole vetrate che riproducono quadri antichi; in Italia si hanno le prime prove di G.B. Bestini (1799 - 1849), fondatore della dinastia milanese dei Bestini, che avrà come campo d’azione il Duomo di Milano.

Storia del vetro Gli anni dopo il 1830 segnano in Francia il trionfo di Sévres. Delacroix dipinge bozzetti per le vetrate della Chiesa di Dreux.
Contro la pretesa di trasferire meccanicamente su vetro composizioni pittoriche e contro il gusto “romanzesco”, si alza la polemica di un gruppo di architetti medievalisti: Lassus Viollet le Duc, Didron. Le idee dei “romantici scientifici” prevalgono e presto divengono ufficiali con l’appoggio di Mérimée allora ispettore centrale dei Monuments Historiques.

Gli anni tra il 1840 e il 1860 circa vedono grandissimi restauri ed il fiorire di costruzioni neo gotiche. Viene portato in primo piano il problema degli arredi; Viollet le Duc, Lassus e molti altri, disegnano pezzi di oreficeria, ornamenti vari, soprattutto vetrate. La rivista Annales Archéologiques (fondata nel 1844 e diretta dal Didron) è il manifesto dei neo gotici; la Chiesa parigina di St. Germani l’Auxerrois ne è la scuola: la vetrata del 1839 progettata da Steinhel su consigli di Lassus e Didron è la prima vetrata “leggendaria” (ispirata al tipo delle vetrate duecentesche con storie di santi) dell’Ottocento ed avrà larghissima diffusione.

Storia del vetro Germania, Italia ed Inghilterra, malgrado una esuberante produzione, non hanno conosciuto un tentativo così impegnato e rigoroso di recupero della vetrata antica quale quello avvenuto in Francia tra il 1840 e il 1860. In Inghilterra è particolarmente interessante e felicemente produttiva la collaborazione di Edward Burne Jones e di William Morris.
L’avvenimento più rimarchevole, dopo il tentativo “archeologico”, fu la ripresa delle vetrate profane tra il 1890 ed il 1900. E’ il momento della reazione all’impressionismo, del “cloisonnisme” della scuola di Pont-Aven e, soprattutto, del sorgere dell’Art Nouveau, i cui principali problemi sono quelli dell’arredamento domestico. Nel 1895 Siegfrid Bind espone a Parigi vetrate eseguite da Louis Confort Tiffany su cartoni di Toulouse Lautrec, Bonnard, Vuillard, Vallotton, Sèrusier e Xavier-Roussel. La vetrata “Art Nouveau” rimane in grande voga per qualche anno in tutta l’Europa.

Storia del vetro Le ricerche delle vetrate contemporanee hanno caratteristiche diverse da quelle ottocentesche: non si tratta più, in campo religioso, di proporre ai fedeli suggestioni intellettuali, didascaliche ed edificanti, quanto piuttosto di approfondire l’appello emozionale della luce e dei colori, che è poi uno dei problemi ricorrenti della vetrata in tutta la storia. L’esame di nuove tecniche, intese come nuovi mezzi di espressione ed adottate per la loro possibilità di inserirsi organicamente in qualche aspetto della vita moderna, ha favorito una nuova ripresa della vetrata.

L’adozione in architettura di materiali quali il cemento armato e l’acciaio, ha permesso di ridare alla vetrata quella funzione di autentica parete traslucida che aveva avuto nella St. Chapelle o in St. Urbani di Troyes. In tal senso, sono esemplificative le vetrate ad Audincourt del 1951 di Fernand Léger. I massimi nomi della pittura francese, da Matisse a Braque, dal Léger a Roualt, da Chagall a Villon, si misurano in questo campo o dando cartoni o dipingendo o componendo vetrate.