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Dall'età moderna alla contemporanea

Storia del vetro L’Ottocento vede in tutta Europa un’imponente risveglio della vetrata. Alimentati dalle dottrine romaniche e dal rinnovato interesse per l’arte medioevale, si moltiplicano gli studi sulla storia della vetrata, si tengono esperimenti tecnici per ritrovare i “segreti perduti” della coloritura dei vetri e della pittura a fuoco, si coprono di vetri dipinti le finestre sguarnite delle antiche Chiese; ci si getta con foga in colossali e spesso catastrofiche imprese di restauro procedendo alla pulitura, alla rimessa a piombo e anche – purtroppo – al completamento e all’integrazione dei grandi cicli medioevali. Gli anni tra il 1815 e il 1830 sono, in tal senso, significativi.
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Impieghi e applicazioni

Storia del vetro In Italia la vetrata trova nel Quattrocento un grande impiego, sia nelle costruzioni rinascimentali, sia negli ultimi grandi cantieri del Nord. A Firenze, i maggiori pittori eseguono disegni per vetrate: per Santa Maria del Fiore, Paolo Uccello (Natività e Resurrezione), Donatello (Incoronazione della Vergine), Andrea del Castagno (Deposizione), per la Cappella Pazzi, Alessio Baldovinetti (gli sono stati attribuiti anche i disegni per le vetrate del Duomo di Pisa); per Santa Maria Novella, Domenico Ghirlandaio e Filippo Lippi; per Santo Spirito il Perugino: a Botticelli sono stati attribuiti i cartoni della vetrata del Duomo di Lucca.
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Evoluzione e contaminazioni

Storia del vetro Nel Trecento i rapporti con la pittura e la miniatura si fanno più stretti (grazie anche alle nuove possibilità pittoriche offerte dal giallo d’argento). Muta anche la gamma cromatica e sempre più frequentemente, le figure si stagliano su fondi chiarissimi bianchi e gialli appena soffusi d’ombre della “grisaille”. I fatti più importanti legati alla storia della vetrata trecentesca sono, accanto a questo mutamento della gamma cromatica, l’introduzione della tendenza a raggiungere una parvenza di volume attraverso l’uso delle ombre, (proprio del miniaturista parigino Honorè) e successivamente la nuova spazialità giottesca.
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Diffusione delle vetrate

Storia del vetro In Italia e in Spagna le vetrate si diffondono soltanto con l’avvento del gotico,mentre in Germania nei Paesi di lingua tedesca già con l’epoca romanica si hanno opere di una certa importanza: significative sono le figure severe e frontali dei Profeti del Duomo di Augusta, in cui predominano i temi dei verdi, ocra e bruno.
In Inghilterra l’unica serie di vetrate policrome del XII secolo è quella di Canterbury (1190 ca) in cui lo stile è di transizione tra il romantico e il gotico.
Generalmente per le vetrate del XII secolo gli influssi più ricorrenti sono da ricercarsi nell’arte bizantina (stilizzazione marcata, predominio delle linee, miniature coeve).
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Medioevo e cattedrali

Storia del vetro Tutta la simbologia medievale della luce e le teorie sulla sua origine e sulle sue qualità divine non possono che accrescere il prestigio del vetro, materia che dà luogo ad un’altra materia, la luce, senza farle ostacolo e senza esserne infranto.

I colori splendenti rendono le vetrate di pregio pari a quello delle pietre preziose, le cui magiche qualità erano celebrate nei “Lapidaria” e fanno della Chiesa l’equivalente terrena della Gerusalemme celeste, dalle mura luminose di gemme.
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Antichità

Storia del vetro L’impiego del vetro per ottenere schermi diafani da utilizzarsi per la chiusura delle finestre è molto antico: si sono trovati frammenti di vetro piatto, colato, negli scavi di Ben Assan in Egitto, databili all’inizio del II millennio a.C.; l’uso generalizzato del vetro colato, sembra comunque risalire all’età romana ( in questa epoca si colloca, probabilmente, la nascita del vetro soffiato che sostituisce molto vantaggiosamente quello fuso, permettendo di ottenere lastre trasparenti di spessore assai minore).